Storie di innovazioni e imprenditori sono l’oggetto di una serie di articoli attraverso cui si vogliono  rappresentare i temi dello sviluppo. Alcune delle notizie che caratterizzano la carta stampata, la televisione e i social hanno come oggetto variabili come bisogni, reddito, prodotto interno lordo, investimenti, tasso di inteesse, pensioni, salari, cansumi, disoccupazione. Di fronte a questa pluralità di termini, apparentemente semplici ma incomprensibili o indefinibili dai più, l’atteggiamento normale è quello di sostituire alla comprensione reale di ciò che accade nel mondo dell’economia la fiducia in coloro che producono provvedimenti in grado incidere su di essa o in chi queste intenzioni e provvedimenti ci racconta. L’obiettivo della piccola serie di articoli che con questo iniziamo è quello si condividere, insieme con il lettore, alcuni concetti capaci di fornirci degli strumenti di riflessione, decisione e azione in merito ai nostri bisogni, ai nostri desideri ed anche al nostro futuro.

Il primo di questi concetti, ma forse anche il più rilevante per il benessere personale dei cittadini, e sociale di una nazione, è quello di crescita economica. Questi due termini, un sostantivo e un attributo qualificativo, sembrerebbero andati (o messi) in disuso in molte delle nazioni “sviluppate” mentre costituiscono “parole chiave” del linguaggio di paesi (e addirittura continenti) che in questi ultimi decenni stanno tentando, talvolta anche ripudiando i valori sociali ed economici coltivati nel XX secolo, di colmare la differenza tra le condizioni di vita degl uomini nei paesi ricchi e di quelle dei paesi poveri.

La crescita economica è un fenomeno economico individuale e sociale che viene qualificato da due elementi:

  • l’esistenza dei bisogni;
  • la possibilità e/o la capacità di soddisfarli.

Rispetto al termine bisogno, esso va qualificato come elemento costitutivo dell’economia e del suo linguaggio. L’economia esiste, anche come disciplina di studio o “scienza” sociale, in quanto esistono i bisogni: In economia l’uomo è un insieme di bisogni.

Rispetto alla possibilità/capacità di soddisfare i bisogni da parte degli uomini, attraverso questa variabile è possibile individuare una chiave di differenziazione fra diversi stadi di crescita economica e quindi anche di una classificazione dei contesti socio economici regionali, nazionali e internazionali.

Attraverso le due variabili individuate e con l’ausilio di qualche assunto volto a favorirne la lettura possiamo avventurarci nella definizione della crescita economica come se questa definizione ci venisse chiesta in un gruppo di lavoro che sta costruendo un comune vocabolario.

La nostra proposta di definizione che risponde alla domanda “che cosa è” tipica dei dizionari potrebbe essere, prescindendo dall’eleganza letteraria,  la seguente:

La crescita economica è l’incremento della capacità di soddisfare meglio i bisogni vecchi e/o quella di soddisfare i bisogni nuovi.

Utilizziamo per comodità l’assunto che l’alimentazione costituisca l’unico bisogno degli uomini e aiutiamoci con un piccolo racconto ambientato nell’isola di Talentes, al centro del Mediterraneo, molti millenni a.C.

I miti di Talentes:

I luoghi e gli abitanti

L’Isola di Talentes aveva la forma di un esagono schiacciato nel senso della longitudine e le sue dimensioni erano di circa 220 chilometri da Nord a Sud e di circa 100 chilometri da Est a Ovest.  Non esistevano degli animali predatori concorrenti dell’uomo ed era abitata da 11 tribù ciascuna delle quali non superava i 200 componenti. La sua parte meridionale, da oriente a occidente, era popolata da tre tribù costituite mediamente da circa 100 uomini ciascuna. La tribù dei Maureddi, costituita da circa 70 unità fra uomini donne e bambini,  viveva nei boschi del Sud Ovest e la carne di cervo costituiva il suo alimento fondamentale; la tribù dei Campis viveva nelle pianure centrali, era composta da circa 120 unità e si cibava esclusivamente dei frutti delle piante; la tribù dei Sarrus, di 60 unità, viveva nel Sud Ovest in prossimità della costa e crostacei e molluschi erano al tempo i suoi alimenti esclusivi.

Menti creative 1: Bachis

Per i Maureddi l’attività di caccia era caratterizzata dall’assenza di qualsiasi strumento per cui l’abbattimento dei cervi non poteva avvenire se non attraverso il combattimento fisico fra animale e cacciatore. La caccia era dunque un arte estremamente pericolosa e difficile e garantiva da secoli e a malapena la sopravvivenza dei singoli e della tribù.

Questo ritmo aveva caratterizzato la vita della tribu fino a che Bachis, un giovane cacciatore dell’età di circa 15 anni, nel corso di una battuta di caccia, rimase incuriosito da una pietra affilata e appuntita che giaceva, confusa fra tante altre, sul terreno. Egli la raccolse e, nel manipolarla per osservarne le caratteristiche, immaginò, con intelligenza e creatività, che forse quella pietra avrebbe potuto aiutarlo nella sua attività di caccia e nella lavorazione successiva delle carni. Dopo un breve periodo di sperimentazione egli potè constatare che la sua abilità di caccia migliorò decisamente e che i risultati della caccia si erano triplicati a parità di tempo. In conseguenza di ciò la quantità e la qualità dell’alimentazione migliorò notevolmente passando dai 100 grammi di carne al giorno, per ciascun membro della tribù, ai 300 grammi. Tale quantità risultava addirittura superiore al fabbisogno alimentare. È evidente che rispetto ad una alimentazione di sopravvivenza il raddoppio o più della quantità di cibo costituisce un grande miglioramento rispetto alla situazione iniziale. D’altra parte, una migliore alimentazione consente riserve di energia e favorisce una maggiore capacità di movimento degli uomini  che possono anche arrivare a percorrere decine di chilometri alla ricerca di nuove risorse. Nel caso dei Maureddi tali movimenti erano motivati soprattutto dalla individuazione di nuove colonie di cervi. In questi movimenti si realizzò un giorno l’incontro con alcuni membri della tribù dei Campis il cui risultato fu uno scambio di prodotti: carne di cervo ai membri dei Campis  e frutti di bosco ai Maureddi. Lo scambio fu vantaggioso per entrambi giacchè per la prima volta, aldilà delle uguali quantità, fu possibile alimentarsi con prodotti della natura diversificati.

Menti creative 2: Bobore

Dopo diversi anni e nel corso di una spedizione esplorativa nelle montagne orientali,  un altro membro dei Maureddi, Bobore, fu incuriosito nell’osservare un nido e volle comprendere come gli uccelli intrecciavano rametti e foglie per costruirlo. La forma semi-sferica concava necessaria per contenere le uova o i nuovi nati diventarono oggetto delle sue riflessioni fino a che non riuscì a immaginare e creare la prima e arcaica forma di bisaccia. Con essa fu  in grado di rendere più leggero il trasporto dei beni e rese possibile ai cacciatori della tribù di arrivare ad incontrare anche  i membri della tribù Sarrus e scambiare con loro la carne di cervo con crostacei e frutti di mare.

Erano così trascorse diverse decine di anni e l’evoluzione della storia e aveva provocato diversi cambiamenti nelle nostre tribù, in particolare nell’alimentazione dei membri delle tribù e nella creazione di alcuni strumenti di produzione.

Rispetto all’alimentazione: la tribù dei Maureddi che all’inzio aveva “in tavola” solo il cervo potè alla fine contare su cervo, frutta dei monti e crostacei marini; La tribù dei Campis potè contare su frutta e cervo mentre quella dei Sarrus potè disporre di cervo e crostacei.

Rispetto agli strumenti di produzione l’evoluzione condusse alla scoperta e all’uso della pietra coltello e della bisaccia.

 

L’evoluzione delle tre tribù di quel periodo ci racconta dunque di mutamenti molto importanti che hanno consentito, in misura diversa, a tutte le tribù di avere una capacità di alimentazione diversa. La domanda che possiamo porci a questo punto del nostro racconto e dei nostri ragionamenti è la seguente: quella del racconto può essere considerata una rappresentazione della crescita economica? La risposta è sicuramente positiva. Riflettiamo insieme sul significato di ciascun singolo cambiamento.

Scoperta della pietra coltello: miglioramento dei risultati della caccia e della disponibilità individuale giornaliera passata da 100 a 300 grammi di cibo per la tribù dei Maureddi e diversificazione della dieta anche per la tribù dei Campis (carne più frutti di bosco).

Scoperta della bisaccia e del suo utilizzo: Ulteriore diversificazione della dieta della tribù dei Maureddi con l’aggiunta di crostacei e frutti di mare e prima diversificazione con la carne di cervo per la tribù dei Sarrus.

Cambiamenti nella dieta delle tribù

  Alfa Beta Gamma
Dieta iniziale Carne di cervo 100 Frutti di bosco 100 Frutti di mare 100
Dieta finale I fase Carne di cervo 200

Frutti di bosco 50

Frutti di mare 50

Frutti di bosco 50

Carne di cervo 50

 

Frutti di mare 50

Carne di cervo 50

 

 

Per i Maureddi c’è stata crescita economica con il passaggio a 300 grammi giornalieri (migliore soddisfazione di bisogni vecchi) di carne di cervo e con le successive diversificazioni della dieta, a parità di quantità,  legate agli scambi (soddisfazione di bisogni nuovi).

Per i Campis e i Sarrus c’è stata crescita economica a parità di quantità  per effetto della diversificazione con la carne di cervo (soddisfazione di bisogni nuovi)

La diffusione delle “novità”

Trascorsi diversi anni dalla scoperta della pietra coltello e della bisaccia, Bobore e Bachis continuavano tranquillamente la loro esistenza. Essa era diventata relativamente tranquilla sia per il miglioramento della qualità e quantità della loro alimentazione ma anche per la gratificazione sociale che loro derivava dalle importanti scoperte. Un giorno, mentre consumavano il loro pasto e dialogavano sulla crescita numerica della tribù si domandarono se fosse possibile produrre pietre coltelo e bisacce  da scambiare con i membri delle altre tribù in cambio di cibo. Valutate le difficoltà tecniche si resero allora conto che la produzione era possibile e decisero di iniziare l’attività. Inizialmente essi potevano dedicare al nuovo progetto non più di 2 ore al giorno essendo per il resto (12 ore) impegnati nelle necessarie attività di caccia.

Grazie all’entusiasmo e all’impegno profuso nel nuovo lavoro i due cugini riuscirono a produrre, nell’arco temporale di un trimestre, 2 pietre e una bisaccia . Nel corso dei mesi successivi, mentre la produzione continuava, si scambiarono con le tribù confinanti le 2 pietre coltello e una bisaccia. Le trattative per lo scambio non furono semplici per via dello scetticismo sulla efficacia dei nuovi strumenti da parte dei Sarrus e dei Campis. La soluzione trovata fu quella di lasciare in prova per due mesi i “manufatti” e se la prova avesse fornito risultati positivi i due cugini avrebbero ottenuto in frutti di terra e frutti di mare l’equivalente di tre cervi per ogni pietra coltello e di due per la bisaccia. Come Bachis e Borrore  già immaginavano la prova ebbe un esito più che positivo e lo scambio potè essere definitivamente concluso con soddisfazione reciproca. In particolare la tribù dei Sarrus potè iniziare con successo la caccia al cinghiale, prima impossibile, e quella dei Campis potè iniziare la raccolta di tuberi e radici, prima troppo difficoltosa senza uno strumento di scavo (la mazza risultava adeguata anche per questo utilizzo).

Le nuove attività produttive

Grazie all’adozione dei nuovi strumenti di produzione da parte dei Sarrus e dei Campis i loro membri furono in grado di esercitare nuove attività di caccia e di raccolta che consentirono, oltre che di “onorare il baratto” con Bobore e Bachis, di avere una maggiore disponibilità di alimenti tale da incrementare gli scambi con la tribù dei Maureddi, potendo barattare anche carne di cinghiale e tuberi oltre che “acquistare” altre pietre coltello e bisacce.

A conclusione di questa seconda fase della storia delle tre tribù del Sud di Talentes fu molto chiaro a tutti come esse ebbero affrontato un periodo di relativa “prosperità” avendo aumentato la quantità di alimenti disponibili per ciascun membro oltre che la loro tipologia. A fronte di una alimentazione caratterizzata da un unico alimento e in quantità da sopravvivenza dell’inizio del periodo potevano infine contare e in ogni tribù su cervi e cinghiali, tuberi e radici, frutti di mare e di terra.

È evidente che anche questo secondo periodo così come si è evoluto per le nostre tribù si è verificato, secondo la definizione che si è immaginata per il nuovo dizionario, un importante processo di crescita economica.

Lo scambio fra le tribù che ha consentito anche ai Campis e ai Sarrus l’utilizzo di nuovi strumenti di produzione ha reso possibile un generale miglioramento della capacità di alimentazione. È evidente che la tribù dei Maureddi, avvantaggiandosi della intelligenza e della creatività di Bobore e Bachis, è quella che ha avuto in ordine di tempo e di quantità crescenti di cibo i risultati più sorprendenti.

L’espansione del benessere e della popolazione

Erano ormai trascorsi molti anni e i nostri brillanti antenati Bobore e Bachis non potevano più cimentarsi in caccia, produzione di strumenti e baratto avendo terminato la loro esistenza terrena. Erano diventati per i compagni della loro tribù, ma anche per i membri delle tribu dei Campis e dei Sarrus, delle icone di intelligenza. Dei miti. Per la prima volta in quelle elementari società tribali qualcuno aveva osato immaginare di poter modificare il percorso della vita integrando funzionalità e valore, attraverso l’intelligenza e la creatività,  a ciò che la natura offre e avvantaggiarsi di queste integrazioni. Per la prima volta degli elementi scoperti  tra i beni della natura o  costruiti mutuando la funzionalità di altri avevano consentito una migliore e più diffusa capacità di soddisfare il bisogno di mangiare in un ambito territoriale così esteso e per una popolazione assai numerosa.

Nei secoli successivi i benefici effetti prodotti dalla mazza e dalla bisaccia, incluse le pacifiche relazioni di vicinato e di baratto fra Maureddi, Campis e Sarrus  si diffusero alle altre tribù presenti nell’isola di Talentes.  Grazie alla pietra coltello e alla bisaccia la dieta alimentare degli abitanti dell’Isola era ormai divenuta assai diversificata e decisamente più equilibrata in termini di apporti energetici, proteici e vitaminici, determinando un lungo periodo di relativo benessere alimentare e sociale che favorì anche una rilevante crescita demografica.